16 novembre 2004
11 gennaio 2003


La Repubblica del 16 novembre 2004

LETTERE dell'alfabeto che si allungano smisuratamente sulla carta e diventano fiori, che, circondate dall'oro, impreziosiscono un verso d'amore, o, impresse nella ceramica, suggeriscono un labirinto: sono tre esempi di calligrafia araba firmati dai maestri iracheni Mohammed Al Nouri, Wissam Al Hadad e dalla calligrafa italiana Bibi Trabucchi, esposte alla galleria II Canovaccio. La mostra, organizzata dalla Presidenza del Consiglio Provinciale e da «Un Ponte per», nasce per ricordare che l'Iraq non è solo sinonimo di guerra ma anche culla della civiltà mediterranea. Nata in un mondo dove la rappresentazione umana è proibita, la calligrafia diventa l'unica arte per parlare di religione, d'amore, sviluppando altissime raffinatezze segniche e decorative. Impreziosite da miniature, piccole «mani di fatima», timbri, le opere di Bibi Trabucchi parlano di guerra, speranza, pace; quelle di Al Nouri celebrano poesie d'amore, quelle di Al Hadad di religione.



Linda De Sanctis




La Repubblica del 11 gennaio 2003

Dal 1972 Bibi Trabucchi disegna i suoi “Taccuini di viaggio” con piccoli schizzi che fermano le emozioni nei paesi che visita. Affascinata dal mondo arabo ne ha studiato la scrittura, attratta dalle infinite possibilità di quei segni di trasformarsi e creare immagini di grande bellezza. Da tre anni, una volta lasciata la professione di giornalista e trasferitasi a Nizza, città degli artisti, si è dedicata a tempo pieno alla pittura. E’ nata cosi la mostra “Segni d’Oriente”, una personale all’interno dell’esposizione “L’arte per la pace” allestita alla Galleria il Canovaccio.
La calligrafia araba e quella giapponese sono il tema dell’esposizione di Trabucchi. Il cufico fiorito ispira all’artista sinuose strisce che assomigliano a fiori e foglie, facendo volare la fantasia verso il mondo di Allah, alcuni monogrammi giapponesi invece vengono vergati con inchiostro di china col bastoncino di bambù su carta di riso, e posti sullo sfondo di antichi tessuti, ricordano i paesaggi minimalisti della pittura giapponese attraversati da mitici animali fantastici, serpenti e dragoni. E l’Oriente attraverso la scrittura, si fa più vicino.


Linda De Sanctis

torna all'inizio

www.bibiart.eu
Official website of
Bibi Trabucchi