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novembre 2004 |
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11
gennaio 2003 |
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LETTERE
dell'alfabeto che si allungano smisuratamente sulla carta e diventano
fiori, che, circondate dall'oro, impreziosiscono un verso d'amore,
o, impresse nella ceramica, suggeriscono un labirinto: sono tre esempi
di calligrafia araba firmati dai maestri iracheni Mohammed Al Nouri,
Wissam Al Hadad e dalla calligrafa italiana Bibi Trabucchi, esposte
alla galleria II Canovaccio. La mostra, organizzata dalla Presidenza
del Consiglio Provinciale e da «Un Ponte per», nasce per
ricordare che l'Iraq non è solo sinonimo di guerra ma anche
culla della civiltà mediterranea. Nata in un mondo dove la
rappresentazione umana è proibita, la calligrafia diventa l'unica
arte per parlare di religione, d'amore, sviluppando altissime raffinatezze
segniche e decorative. Impreziosite da miniature, piccole «mani
di fatima», timbri, le opere di Bibi Trabucchi parlano di guerra,
speranza, pace; quelle di Al Nouri celebrano poesie d'amore, quelle
di Al Hadad di religione.
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Dal 1972
Bibi Trabucchi disegna i suoi “Taccuini di viaggio” con
piccoli schizzi che fermano le emozioni nei paesi che visita. Affascinata
dal mondo arabo ne ha studiato la scrittura, attratta dalle infinite
possibilità di quei segni di trasformarsi e creare immagini
di grande bellezza. Da tre anni, una volta lasciata la professione
di giornalista e trasferitasi a Nizza, città degli artisti,
si è dedicata a tempo pieno alla pittura. E’ nata cosi
la mostra “Segni d’Oriente”, una personale all’interno
dell’esposizione “L’arte per la pace” allestita
alla Galleria il Canovaccio.
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www.bibiart.eu
Official website of
Bibi Trabucchi