II bambù della fortuna, simbolo di armonia e longevità. E' con l'auspicio di un nuovo anno prospero e sereno che la Galleria Otto di Roma (via Cimarra 12) ha ospitato il 18 dicembre scorso la performance di Bibi Trabucchi, artista esperta nelle arti calligrafiche e con uno straordinario curriculum di mostre e corsi all'estero, dedicata a quello che in Cina, e non solo, è considerato l'emblema della lunga vita. Davanti a un pubblico colto e curioso, Bibi Trabucchi ha offerto il suo omaggio alla Terra di Mezzo sviluppando l'umiltà e la modestia, la gioia e la pace che il bambù ha la forza di esprimere, l'augurio di felicità che racchiude nella storia millenaria che la sua simbologia rappresenta. Lo ha fatto muovendo con leggerezza e decisione il pennello intriso d'inchiostro nero di china su carta di riso, accompagnando il tratto manuale con l'impressione dei tradizionali timbri cinesi dedicati all'Anno della Lepre (il 2011), alla Fortuna (Fu) e ai monogrammi cinesi che traducono il suo nome, Bibi, come "Pennello di Giada".

Nel segno dell'integrazione tra le culture è nata la collaborazione tra Bibi Trabucchi e le due pioniere della Galleria Otto, l'antiquaria romana Lucilla Stefoni e la collezionista francese Astrid Narguet. Un percorso comune che Bibi segue da anni con le sue numerose attività artistiche e le sperimentazioni coraggiose che l'hanno portata a esporre da Sharjiah (Emirati arabi) a Pechino (al 798 e al China International Exhibition Center in occasione delle Olimpiadi), da Doha (Qatar) a Baotou (Mongolia interna), da Dubai a Shenzhen (Guandong), da Amman (Giordania) a Penane (Malaysia), da Roma, Napoli, Bologna (Italia) a Mahares (Tunisia), da Nizza (Francia) ad Abu Dhabi fino a Salalat (Oman). Un percorso che ha portato Lucilla Stefoni e Astrid Narguet (che in Cina ci ha vissuto per anni) ad aprire a Roma un vero cuore pulsante di cultura cinese, ricco di pezzi originali e unici, carico di esperienze di viaggio in luoghi lontani che portano a Roma i risultati di ricerche colte e raffinate, espressione di una straordinaria energia positiva volta a far conoscere al grande pubblico italiano l'ampio contesto espressivo della cultura cinese, che sposa canoni di antica tradizione a stilemi di più moderna e immediata lettura.

É su questa traccia che la Galleria Otto segna la sua programmazione per il 2012, scommettendo sulla centralità di un'occasione che merita certamente di essere messa sotto i riflettori: la mostra su "La misteriosa cultura Dongba: dalla scrittura dei Naxi all'arte contemporanea di Zhang Chunhe", che sarà inaugurata il 29 marzo e resterà aperta fino alla fine di aprile. L'esposizione si terrà presso la galleria, nel cuore del rione Monti, ed è volta a rappresentare il ricco mondo delle minoranze in Cina.
Attualmente i Naxi sono 250mila circa e occupano la parte nord della provincia dello Yurman, a sud ovest della Cina e ai piedi del Tibet. Antenati dei Naxi sono i Qiang, minoranza di nomadi del nord della Cina, spinti verso i territori a sud dalla maggioranza Han. Nella prima parte della mostra viene presentata la scrittura Dongba dei Naxi attraverso una rara e importante collezione di manoscritti antichi. La scrittura Dongba, che al primo sguardo ricorda i geroglifici egizi dallo stile semplice puro e pittorico,è l'ultima scrittura pittografica ancora usata nel mondo e il suo uso tradizionale è attualmente minacciato.

Infatti i Dongba (preti sciamanisti) sono gli unici in grado di comprenderla e scriverla, e purtroppo sono sempre di meno. Nella seconda parte della mostra si propone una visione completa dell'arte sacra Dongba. La religione Dongba, sciamanista e politeista, basata sul culto degli antenati e della natura, è fondata su credenze primitive mescolate all'influenza buddista. Secondo la leggenda, la religione è stata fondata da Dongbashilo, cacciatore di demoni. L'ultima parte della mostra è infine dedicata all'arte contemporanea con le opere di Zhanu Chunhe.
L'artista, uno dei maggiori artisti Naxi, pioniere della pittura di stile Dongba, si è diplomato al Beijing Centra) Academy of National Minoritics e oggi lavora come designer di produzione agli Studi cinematografici di Beijinu, è membro della China Artists Association, direttore della China Murals Association, vice Direttore dell'Association for the promotion of Donuba art & culture in Beijing, vice direttore dell'International Society of Naxi Studies e member di Murals Commitec of the Architettura) Society for China. Nell'ambito di questa ricca manifestazione sono previsti seminari, conferenze, workshop e performance interattive legate alla scrittura. L'esperienza e la sapienza di Lucilla Stefoni e Astrid Narguet s'intrecciano da 15 anni con uno dei maggiori critici e curatori internazionali di arte cinese, Huanu Du.

Fu lui a curare nel 2003 la realizzazione del padiglione cinese alla Biennale di Venezia, così come la Biennale di Shanghai, la mostra su Jannis Kounellis attualmente in corso al Beijing Today Museum e sarà il curatore di Foto Spagna 2012. Inoltre la galleria ha stabilito un rapporto di collaborazione costante con artisti contemporanei e di avanguardia cinese come Wang Qingsong, Xing Danweri, Zhandian, Xia Xiaowan, Weng Fen, Weng Guofen, Chen Weinong, Zhanu Chunhe, Wang Chuan, Yao Lu. Tra le opere esposte alla Galleria Otto si possono trovare importanti tele della metà dell'800, ricche serie di ritratti di famiglia completi di codici confuciani e della simbologia della nobiltà cinese con il culto degli antenati; una rara collezione di arazzi cinesi maoisti del 1967 ricamati a mano e rinvenuti in un'antica fabbrica di giada della Manciuria; affascinanti dipinti taoisti, che sin dai tempi antichi hanno permesso all'uomo di comunicare con le forze dell'Universo per raggiungere l'armonia, fine ultimo dell'arte e degli esercizi rituali del Tao. Classico e moderno, insomma, nel segno del buon gusto e della ricerca artistica e culturale: una scommessa che Stefoni e Narguet sono destinate a vincere.

Cina in Italia - gennaio 2012 - www.cinainitalia.com

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Bibi Trabucchi